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Monaco esce dalla lista grigia del Gafi. Per le compravendite immobiliari le regole non cambiano

Attualità

Il 30 ottobre 2026 il Gafi ha cancellato Monaco dall’elenco delle giurisdizioni sottoposte a monitoraggio rafforzato, ventotto mesi dopo averla inserita. Per le agenzie monegasche e i loro clienti gli obblighi di adeguata verifica restano quelli di sempre: la decisione conta soprattutto per gli operatori esteri che guardano a Monaco come destinazione di un trasferimento di fondi o sede di un’operazione. Monaco, inoltre, figura ancora nella lista Ue dei paesi terzi ad alto rischio.

L’annuncio è arrivato al termine della plenaria di ottobre. Insieme a Monaco escono dall’elenco anche Bulgaria, Costa d’Avorio e Repubblica democratica del Congo. Il Gafi parla di «progressi significativi» e chiede a Monaco di proseguire il lavoro con Moneyval, l’organismo antiriciclaggio del Consiglio d’Europa.

La lista grigia è uno strumento rivolto all’esterno: segnala a banche e autorità di altri Paesi che una giurisdizione presenta carenze strategiche e le sta correggendo. L’uscita non tocca quindi il diritto monegasco, ma il modo in cui Monaco viene classificata all’estero.


Gli obblighi a Monaco

La legge n. 1.362 del 3 agosto 2009, il testo antiriciclaggio monegasco, copre quasi tutti i soggetti coinvolti in una compravendita. Vi rientrano gli agenti immobiliari, per le vendite e per gli affitti con canone mensile pari o superiore alla soglia fissata da ordinanza sovrana, i mercanti di beni immobili (marchands de biens) e le banche. I notai sono soggetti obbligati quando intervengono in un’operazione immobiliare o assistono il cliente nell’acquisto o nella vendita.

Ciascuno deve identificare il cliente, l’eventuale rappresentante e il titolare effettivo, cioè la persona fisica che in ultima istanza possiede o controlla il cliente. Se l’immobile è intestato a una società, l’obbligo si allarga: società commerciali e società civili iscritte nei registri devono tenere informazioni accurate e aggiornate sui propri titolari effettivi.

La decisione del Gafi non attenua nessuno di questi obblighi, che peraltro esistevano già al momento dell’inserimento in lista, nel giugno 2024. Il Gafi contestava l’applicazione delle regole, non la loro assenza.


I rilievi di Moneyval

Il rapporto di valutazione reciproca di Moneyval, pubblicato nel gennaio 2023, assegnava un giudizio «basso» a tre degli undici ambiti esaminati: vigilanza, azione penale per riciclaggio e confisca dei beni.

I valutatori segnalavano gravi lacune nell’accesso ai dati sui titolari effettivi e sanzioni «limitate, non proporzionate, non dissuasive», per di più irrogate in ritardo. Le professioni non finanziarie, immobiliare compreso, erano indietro rispetto alle banche sul fronte della cultura della compliance. Il piano d’azione varato dal Gafi nel giugno 2024 ne ha tenuto conto: uno dei sei punti chiedeva sanzioni più severe, anche in materia di titolari effettivi.


Riforme e sanzioni

Il cardine della riforma è la legge n. 1.549 del 6 luglio 2023, che ha sostituito il Siccfin con l’Autorité monégasque de sécurité financière (AMSF), l’autorità monegasca per la sicurezza finanziaria. Indipendente, l’AMSF svolge al tempo stesso le funzioni di unità di informazione finanziaria, di autorità di vigilanza e di organo sanzionatorio. La stessa legge ha inasprito le sanzioni legate al registro dei titolari effettivi.

A dicembre 2024 Moneyval ha alzato il giudizio su Monaco per quindici delle quaranta Raccomandazioni del Gafi; solo una resta «parzialmente conforme».

Il banco di prova, però, era l’applicazione concreta delle norme. Secondo la Frankfurter Allgemeine Zeitung, dall’aprile 2025 l’AMSF ha comminato multe per circa 10 milioni di euro, 6 dei quali a UBS. Il quotidiano tedesco ricorda che in passato i promotori immobiliari non erano tenuti a verificare l’origine dei fondi e cita il direttore dell’AMSF, Bruno Dalles, secondo cui l’immobiliare resta «un settore a rischio, in particolare a Monaco». A giugno 2026 il Gafi ha giudicato il piano d’azione sostanzialmente completato e ha programmato una visita in loco.


La lista Ue resta in vigore

Per le controparti estere, l’uscita dalla lista grigia non chiude la questione. Il Gafi non chiede di applicare l’adeguata verifica rafforzata alle giurisdizioni sotto monitoraggio. L’Unione europea sì, attraverso la propria lista dei paesi terzi ad alto rischio: Monaco vi è entrata con il regolamento delegato (UE) 2025/1184, in vigore dal 5 agosto 2025. In base all’articolo 18 bis della direttiva (UE) 2015/849, i soggetti obbligati dell’Unione, a partire dalle banche, devono applicare misure di adeguata verifica rafforzata ai rapporti d’affari e alle operazioni che coinvolgono i paesi in elenco. Secondo l’ultimo aggiornamento pubblicato dalla Commissione europea, Monaco vi figura ancora.

Una banca europea che finanzia un acquisto a Monaco, o che incassa il ricavato di una vendita, deve quindi continuare ad applicare queste misure finché l’iscrizione resta in vigore.

Per la cancellazione serve un nuovo regolamento delegato della Commissione, sottoposto al vaglio di Parlamento europeo e Consiglio. Un calendario non c’è. Il precedente più vicino è quello di Emirati Arabi Uniti e Gibilterra: usciti dalla lista grigia del Gafi nel febbraio 2024, sono stati tolti dalla lista Ue solo con l’aggiornamento di giugno 2025.


Per gli operatori monegaschi nulla cambia

Per un’agenzia con sede a Monaco e per i suoi clienti, le pratiche si istruiscono esattamente come prima del 30 ottobre: identificazione delle parti e dei titolari effettivi, verifica dell’origine dei fondi, conservazione della documentazione. Il sistema nazionale prosegue intanto secondo un calendario proprio: il Governo monegasco ha già programmato la terza valutazione nazionale dei rischi e la prossima valutazione di Moneyval.